26 July 2010

Evoluzioni nel settore del Digital Advertising

Lavorare nel mondo del Digital Advertising non permette pause di riflessione troppo lunghe:  è sempre necessario stare al passo con le tante e rapide innovazioni del settore. Per esempio negli ultimi mesi si parla molto di Advanced Targeting e in particolare di Behavioral Targeting.

I sistemi integrati di Behavioral Targeting hanno definitivamente portato la pubblicità ad occuparsi delle abitudini dei consumatori e non più solo dei contenuti presenti all’interno dei siti dei Publisher. Attraverso le tecnologie utilizzate anche da Simply.com (vedi Simply User Clusters), la campagna pubblicitaria viene erogata su migliaia di siti diversi, seguendo la navigazione delle stesse persone appartenenti al target richiesto dall’investitore.

Il principio guida è “non mi interessa che cosa stai facendo in questo istante, mi interessa sapere veramente quali sono le tue abitudini di acquisto o i tuoi interessi di consumatore.”

Questo porta un grande vantaggio ai Publisher che – non potendo contare su brand famosi  ma disponendo tuttavia di una grande audience – possono valorizzare al massimo il proprio traffico. Dall’altro lato, gli Advertiser possono pianificare in aree a costi contenuti con la certezza di non sprecare impression trovando sempre e solo target realmente interessati ai propri prodotti/servizi.

The Network Advertising Initiative (NAI) ha rilasciato uno studio sull’efficienza dei sistemi di Behavioural Targeting basandosi sui dati di 12 tra i maggiori ADnetwork.  Lo studio conclude dicendo che gli investitori che hanno usato sistemi di Behavioral Targeting hanno pagato circa il triplo ogni impressions acquistata dai network. Lo stesso studio indica che, a livello di conversioni, l’utente che clicca su un banner behavioural ottiene una numero di conversioni doppio rispetto ad un banner run on network (6,8% di conversione contro il 2,8%) e che le campagne che utilizzano questa tecnica rappresentano il 18% delle revenue per i Publishers stessi.

7 June 2010

I nuovi algoritmi di targeting Simply: Enhanced Yield e…

Nuovi sviluppi in casa Simply.com,  servizio di web advertising lanciato nel 2009 dal gruppo Dada per offrire un’alternativa di qualità sul mercato sia agli investitori che agli editori. Simply.com unisce alla semplicità di attivazione e gestione il massimo ritorno sugli investimenti ai 5.000 Advertiser e performance ottimizzate agli oltre 6.000 Publisher grazie ai sofisticati ed innovativi algoritmi di targeting proprietari su cui è basato.

Le più importanti novità del 2010 di Simply.com vengono dal rilascio di novità tecnologiche sviluppate internamente quali i nuovi algoritmi di targeting che si affiancano a quelli già attivi. Il gruppo di Ricerca & Sviluppo Simply già dal lancio utilizza un mix di ben tre algoritmi differenti di targeting per ottimizzare le campagne veicolate dall’ADnetwork:

·         Simply Contextual, che interpreta i contenuti delle pagine offrendo l’inserzione pubblicitaria più adeguata

·         Simply Yield, che ottimizza in modo matematico e in tempo reale ogni singolo spazio pubblicitario per veicolarvi le campagne con le performance maggiori

·         Simply Behavioral, che offre pubblicità coerente con i profili di navigazione dei consumatori a seconda delle azioni compiute sul sito memorizzate da un cookie anonimo

A maggio 2010 sono stati rilasciati due nuovi algoritmi: Simply Yield Enhanced che sostituisce Simply Yield e l’innovativo Simply User Clusters,  che ottimizza la singola campagna su gruppi di utenti affini tra loro che dimostrano una forte interazione con la pubblicità proposta.

In dettaglio l’algoritmo Simply Yield garantiva le massime performance tramite coppie spazio-pubblicità create associando ad ogni tag la campagna con l’eCPM maggiore in assoluto per il Publisher. In pratica, col medesimo meccanismo di un’asta, lo spazio veniva occupato dalla campagna ad eCPM assoluto più elevato che prevaleva sulle altre campagne. Per fare un esempio pratico, una campagna di eCPM 0,2€ veniva considerata ottima per un determinato spazio in senso assoluto. Se la media quotidiana di quello spazio era di 0,05€ avere un eCPM di 0,2€ risultava ottimo per le performance del publisher. Al contrario, se quello spazio il giorno prima aveva ottenuto un eCPM pari a 0,4€, accoppiarvi una campagna che rendeva lo 0,2€, sia pur buono in senso assoluto, deprimeva le performance di quello specifico spazio.

L’algoritmo è stato pertanto migliorato utilizzando il concetto dell’ottimizzazione relativa. Per ogni spazio si studiano giorno per giorno la distribuzione statistica dell’eCPM (media e mediana) sia dello spazio che della campagna.  A questo punto, grazie a Simply Yield Enhanced se e solo se la campagna in quello spazio migliora sia l’eCPM del publisher rispetto alla media che l’eCPM della campagna rispetto alla media, spazio e campagna vengono accoppiate. Con evidenti benefici sia per il Publisher che per l’Advertiser Simply che quotidianamente possono ottenere i migliori risultati rispetto alla distribuzione statistica delle performance valutate rispetto al giorno precedente spazio per spazio e campagna per campagna.

I risultati confermano che, specialmente ad inizio giornata quando tutte le campagne sono attive e disponibili, le performance possono raggiungere valori elevatissimi di eCpm che viene mantenuto per alcune ore per poi passare a valori più bassi  con l’esaurimento delle migliori campagne. … segue …

26 March 2010

Il Behavioural targeting: un’opportunità per i Publisher Simply.com

In un mercato in rapida evoluzione come quello dell’advertising online, l’unico elemento di stabile certezza è il ruolo centrale assunto dai dati personali.

Lo studio Audience Ad Targeting: Data and Privacy Issuesrealizzato da eMarketer, il prestigioso sito di informazioni sul marketing digitale, mette in evidenza la crescita esponenziale degli investimenti in campagne di advertising online basate sul behavioural targeting come mostra chiaramente questo grafico relativo al mercato americano.

Il vantaggio principale del behavioural targeting è quello di mostrare agli utenti solo annunci pubblicitari di proprio interesse, arricchendo quindi il sito del publisher di un contenuto di valore agli occhi dei propri visitatori.

Questo è esattamente quello che garantisce Simply.com agli editori del proprio network grazie all’esclusiva tecnologia proprietaria di targeting della propria piattaforma.

9 October 2009

A proposito del Behavioral Targeting

Un numero sempre maggiore di fonti autorevoli, tra cui ChoiceStream,Q Interactive, la Annenberg School for Communication e la Berkeley School of Law, si sta interessando al Behavioral Targeting rispetto all’approvazione che riceve dagli utenti del web, riportando quanto una consistente parte dei navigatori gradisca visualizzare contenuto “su misura”.

I risultati emersi hanno ripetutamente indicato che tra il 2006 e il 2008 almeno il 70% degli utenti Internet era interessato a visualizzare annunci personalizzati. E più della metà dei navigatori del web intervistati nel Marzo 2009 ha affermato di preferire annunci targetizzati basati sui loro dati personali, in modo da poter usufruire di contenuti gratuiti. La maggior parte degli stessi sostiene inoltre di avere considerazione positiva verso l’advertiser che propone loro annunci personalizzati.

Infine gli sconti online (per esempio i coupon) vengono apprezzati molto quando incontrano gli interessi dei navigatori Internet.

16 July 2009

Advertising that Simply works

Alessandro Sordi, Dada Founder e Simply Strategic Marketing, racconta, nell’intervista che ha rilasciato in esclusiva a Ciaoblog, l’evoluzione del core-business della società, dagli esordi ad oggi, caratterizzata dalla capacità di essere sempre al passo con i tempi, qualche volta anticipando il futuro e realizzando progetti innovativi come la piattaforma pubblicitaria Simply.com.

Ecco qualche interessante stralcio tratto dall’intervista:

Simply, la scelta del naming non è casuale: in che modo siete riusciti a coniugare innovazione tecnologica e semplicità?
I valori di riferimento dei prodotti Dada sono appunto Semplicità, Innovazione, Originalità ed Affidabilità; abbiamo cercato di applicare tutto questo ad una piattaforma tecnologica che deve gestire un ADnetwork internazionale configurandosi come un vero e proprio advertising store. Abbiamo puntato sulla semplificazione di ogni azione inerente alla pianificazione pubblicitaria, abbiamo concesso massima trasparenza in ogni passaggio e ogni policy all’interno del network e infine abbiamo come obiettivo primario la ricerca del massimo rendimento sia per gli investitori, sia per gli editori. …

Uno dei problemi maggiormente sentiti dagli inserzionisti e dai publisher è l’attivazione di campagne pubblicitarie efficaci anche su siti che non offrono una verticalizzazione dei contenuti. Quali soluzioni offre Simply al riguardo?
La tecnologia che abbiamo preparato cambia radicalmente il concetto di targeting pubblicitario, stiamo spostando l’attenzione su “come si comporta il consumatore” e non “sul contenuto del sito che ospita la pubblicità”. Simply è user centric e non content centric. L’algoritmo di behavioral intercetta il consumatore anche in siti generalisti o addirittura privi di contenuto apparente. Quest’ultimo è un fenomeno che i classici sistemi di contextual non riescono ad esempio a gestire, un applicazione, un tool di Facebook che hanno una grande audience possono essere ottimi bacini di raccolta pubblicitaria a perfomance. Siamo del resto consapevoli che il traffico non si conta, ma deve essere pesato in funzione della qualità degli utenti e quindi un sito con contenuti originali, ben scritti e interessanti avrà alla fine un potenziale di conversione maggiore rispetto alla media. Del resto un banner in una pagina vuota, non serve né all’editore, né al nostro inserzionista.

Per sapere di più sull’evoluzione di Dada e sull’algoritmo sviluppato da Simply per ottimizzare i rendimenti dei Publisher, leggi tutta l’intervista su Ciaoblog cliccando qui.

6 July 2009

Il Behavioral Advertising si autodisciplina

L’attuale regime di applicazione delle pratiche di behavioral advertising negli Stati Uniti starebbe per lasciare il posto a principi di autoregolamentazione validi per tutta l’industria, che si è accordata su una maggiore trasparenza e sicurezza della gestione delle informazioni.

I sette principi formulati dall’industria sono stati accolti dalle seguenti organizzazioni: American Association of Advertising Agencies (4Às), Association of National Advertisers (ANA), Direct Marketing Association (DMA) e Interactive Advertising Bureau (IAB), con l’aggiunta del Council of Better Business Bureaus (BBB) che lavora per rafforzare (o creare) il rapporto di fiducia tra consumatori e aziende.  Approvando il nuovo “patto” di autoregolamentazione, le organizzazioni si impegnano tra l’altro a “educare” gli utenti a e informarli adeguatamente sul tipo di dati in via di tracciamento, raccolta e profilazione e a fornire agli utenti un maggior controllo sulle informazioni registrate. Per leggere tutto l’articolo di Alfonso Maruccia uscito oggi su “Punto Informatico”, clicca qui.