Il mondo dell’advertising online ha intenzione di abbandonare la metrica delle impression? A questa domanda stanno cercando di dare risposta le tre più grandi associazioni di pubblicità americane: IAB (Interactive Advertising Bureau), ANA (Association of National Advertisers) e 4A (American Association of Advertising Agencies) si sono impegnate in un fronte comune, lanciando l’iniziativa “Making Measurement Make Sense” in riferimento alla necessità di sviluppare metriche standard digitali e cross-mediali allo scopo di fare marketing più facilmente.
Una “catena di approvvigionamento disordinata” è la definizione fornita da Sherrill Mane dello IAB sull’attuale situazione dell’advertising online in cui ogni azienda utilizza un piano di vendita basato su metodi e strumenti spesso troppo vaghi per la misurazione effettiva delle impression ossia del numero delle volte in cui un’inserzione viene visualizzata dagli utenti.
In questa situazione si inserisce il programma promosso da IAB, ANA e 4A che ha l’obiettivo di definire misure standard, rendere gli strumenti trasparenti e coniare insomma una moneta che tutti capiscano ed usino per dare un valore univoco all’impatto di un marchio online viste le numerose aziende che utilizzano il traffico pubblicitario (leggi tutto l’articolo su questa pagina di WebNews.it)
Anche gli investitori Simply.com preferiscono ‘azioni’ più che ‘impression’: campagne ad eCPM sono infatti scelte dalla minoranza degli Advertiser (circa il 5%) che preferiscono campagne a performance (CPC).
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